Ambrosi S., Baldo P., Driussi M., Simonetti U, Todeschini B. - Profilo Metapsicologico di Anna Freud


Ambrosi S., Baldo P., Driussi M., Simonetti U, Todeschini B. - Profilo Metapsicologico di Anna Freud

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   La psicologia clinica orientata psicoanaliticamente in ambito infantile ed adolescenziale va sempre più acquisendo una sua identità nella letteratura internazionale e nazionale. Se i contributi teorici sono numerosi, l’esame di casi clinici è limitata o a vignette esemplificative di ipotesi teoriche o a report di casi ma spesso più “interpretati” che descritti.

Sovente emerge la necessità di un materiale clinico riportato più estesamente che consenta di seguire più nel dettaglio che cosa si stia verificando tra psicologo e paziente o tra terapeuta e paziente nella stanza, rispettivamente, di consultazione o psicoterapia.

Se poi passiamo più in particolare alla distinzione tra processo diagnostico e processo psicoterapeutico possiamo notare l’emergere di ulteriori esigenze.

Alla esemplificazione clinica di come si giunga alla diagnosi psicologica ad orientamento psicoanalitico viene dato poco spazio soprattutto nella letteratura italiana. Se alla trattazione descrittivo-interpretativa di casi seguiti in psicoterapia viene dato più rilievo, mancano sovente dei criteri esplicativi per una rilevazione del cambiamento.

Su quest’ultimo aspetto gli studi sulla valutazione statistica dei cambiamenti in psicoterapia si sono ampliati, ma è mia opinione che spesso gli strumenti utilizzati non siano ancora capaci di rilevare la delicatezza del processo in corso.

È mio parere, condiviso da molti psicoanalisti infantili, che il profilo metapsicologico e le linee evolutive di Anna Freud forniscano uno strumento clinico qualitativo, ma sufficientemente descrittivo da utilizzare sia nel corso della psicodiagnosi iniziale che per seguire le successive modificazioni del paziente nel corso del trattamento da un punto di vista psicoanalitico “evolutivo”. D’altra parte questa era una delle finalità che l’ideatrice si era proposta nella costruzione di tale strumento.

Se i casi descritti attraverso “profili” sono stati pubblicati all’estero, in particolare nel Bullettin dell’Anna Freud Centre, i casi italiani non sono così frequenti in particolare quelli condotti su momenti diversi del processo psicoterapeutico.

Questo volume di descrizione di casi clinici condotto attraverso il profilo sia al momento di consultazione che, in alcuni casi, nel corso del processo terapeutico, risponde quindi ad una domanda non ancora del tutto evasa dalla letteratura.

   Il lavoro presenta a mio parere altri importanti spunti di riflessione. Nasce dall’incontro di alcuni psicologi che da anni lavorano come clinici in ambito evolutivo.

Alcuni di essi sono tuttora inseriti unicamente in un contesto istituzionale, altri hanno attualmente fatto una scelta di lavoro privato.

Essi sono accomunati dal fatto di avere seguito una preparazione psicoterapeutica in ambito evolutivo ad indirizzo Anna Freudiano.

Il loro contributo si inserisce in un contesto teorico-clinico che condivido e che ritengo molto utile per chi si accosti all’età infantile ed adolescenziale tenendo presente un approccio evolutivo che metta in luce le diverse istanze ed i diversi aspetti del soggetto (consci/inconsci; mondo interno ed adattamento al mondo esterno; forze regressive versus forze progressive).

   Quello che presentano è il frutto di anni da una parte di attività clinica sul campo dall’altra di un accurato training in ambito clinico. Essi inoltre mostrano di porsi rispetto al lavoro clinico in una duplice prospettiva:

a) il lavoro quotidiano col soggetto e con i suoi genitori nei classici ambiti di consultazione e psicoterapia.

b) la riflessione teorica sul lavoro clinico condotto.

Non è facile, anche se auspicabile, per chi è preso dalla marea di impegni e richieste sul piano istituzionale, ritagliare il tempo e lo spazio per una riflessione ampia, coerente e che porti ad una produzione scritta, comunicabile anche ad altri colleghi. Questo gruppo di psicologi lo ha fatto con entusiasmo e competenza. Ha rappresentato una scelta personale di arricchimento e di approfondimento. La pubblicazione del lavoro rappresenta la necessità di comunicare e far partecipi anche i colleghi di un cammino formativo teorico-clinico.

   Il loro lavoro riflette il difficile cammino di come un approccio teorico si rapporti alla realtà clinica. I casi esemplificati mostrano la continua dialettica tra un tentativo di comprensione del caso, la relazione che si instaura nel contesto di consultazione e di terapia, i vissuti e le reazioni emotive nei confronti dei giovani soggetti incontrati, la riflessione teorica sul caso stesso.

Aspetti di discussione teorica si intrecciano con la realtà dei casi e l’apporto specifico della teoria di Sandler consente loro di dare una coloratura e significati che hanno sentito più affini all’interno del generale profilo di Anna Freud.

Il lavoro è nato da numerose discussioni, da una partecipazione attiva, da una analisi approfondita dei casi, da un tentativo di omogeneizzare esperienze e realtà diverse.

Il filo conduttore è ben presente e si nota la maturazione clinica che si è attuata proprio anche tramite questo lavoro di riflessione.

Spero che questo volume risulti utile sia agli studenti che ai giovani colleghi sia a chi ormai più esperto si accosti per la prima volta al profilo metapsicologico.

                                                                                                                                                                                                                                                                                               Adriana Lis

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