Boria Giovanni. Spontaneità e Incontro nella vita e negli scritti di Jacob Levi Moreno


Boria Giovanni. Spontaneità e Incontro nella vita e negli scritti di Jacob Levi Moreno

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L'Opera:

Jacob Levy Moreno (Bucarest, 18 Maggio 1889 - Beacon, 14 Maggio 1974) è universalmente noto per aver ideato il metodo sociometrico di ricerca sui gruppi, per aver sviluppato lo psicodramma come approccio psicoterapeutico e per aver dato un forte contributo al formarsi e all’affermarsi della psicoterapia di gruppo.

Pure, in contrasto con tale sua notorietà, si può dire che Moreno è tutt’oggi poco conosciuto. In altre parole, sono conosciuti i suoi prodotti ideativi, le sue “invenzioni”, ma poco il suo sistema di pensiero.

Questo libro di Giovanni Boria intende portare un contributo che supplisca a tale carenza, fornendo un’esposizione organica dei motivi centrali del pensiero di Moreno, imperniata sui concetti di SPONTANEITÀ e di INCONTRO. Per consentire al lettore di orientarsi più agevolmente in quest’ambito, l’autore collega i temi che informano la teoria di Moreno alle variegate vicende che ne contraddistinsero l’esistenza, facendone un personaggio amato dai suoi discepoli e spesso detestato dai suoi avversari.

 

L'Autore:

Giovanni Boria, specializzatosi in psicologia clinica all’Università Cattolica di Milano nel 1968, si è formato allo psicodramma presso l’Istituto Moreno di Beacon (New York), diretto da Zerka Toeman Moreno, alla fine degli anni settanta. È attualmente responsabile dello Studio di Psicodramma di Milano, centro di formazione per psicodrammatisti classici.

 

(Invito a un incontro - parte 2 - 1915):

Più che la scienza valgono i suoi risultati.

Una sola risposta suscita cento domande.

 

Più che la poesia valgono i suoi risultati,

una sola poesia suscita cento azioni eroiche.

 

Più del riconoscimento vale il suo risultato,

e il risultato è dolore e colpa.

 

Più che la procreazione vale il bambino.

Più che l’evoluzione del creato conta

l’evoluzione del creatore.

 

Nello spazio del comando sta l’imperatore.

Nello spazio della creatività sta il creatore.

Un incontro a due: occhi negli occhi, volto nel volto.

E quando mi sarai vicino io prenderò i tuoi occhi

e li metterò al posto del miei,

e tu prenderai i miei acchi

e li metterai al posto dei tuoi,

e allora io il guarderò coi tuoi occhi

e tu mi guarderai coi mei.

 

Così anche la cosa comune invita al silenzio e

il nostro incontro rimane la meta della libertà:

il luogo indefinito, in un tempo indefinito,

la parola indefinita per l’uomo indefinito.

 

 

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